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Anche questo itinerario accomuna isole e terraferma.
Il tratto di costa interessato è quello dei golfi di
Patti e di Milazzo, separati dalla lingua di terra
di Capo Milazzo, che si allunga verso l’arco
disegnato da Alicudi, Filicudi, Salina, Lipari e
Vulcano, che, con le più defilate Panarea e
Stromboli, formano l’arcipelago che dal dio dei
venti prende il nome, le Eolie. Anche questa è terra
di vulcani; due isole sono coni ancora attivi:
Vulcano è nella fase permanente di solfatara,
Stromboli in continua attività esplosiva, anche se
moderata. Il mare trasparente che svela fondali
incantati, il clima mite, la morfologia del terreno
che del vulcanesimo ha tutti i colori e le
manifestazioni, i profumi della macchia
mediterranea, l’onnipresente ficodindia, i capperi,
gli olivi, i mandorli, creano un ambiente suggestivo
di rara e unica bellezza.
A Lipari sono ancora ben visibili le colate di
ossidiana di colore rossastro che arrivano fino al
mare. Fu proprio la preziosa ossidiana che attirò
nell’isola i primi abitatori, provenienti forse
dalla Sicilia, seimila anni fa. E Capo Bianco deve
il nome alle cave di pomice che si inabissano nel
mare al quale danno un azzurro lattescente. Il
paesaggio è attraversato dalle vigne, spesso i colli
ne sono del tutto ricoperti: la pregiata Malvasia si
ricava, con una tecnica millenaria, dai grappoli
fatti appassire sui graticci di canne. I preziosi
reperti esposti nel Museo eoliano di Lipari
ripercorrono la storia millenaria delle civiltà che
sulle isole si sono succedute, dal periodo
antecedente l’età del Bronzo.
Nota soprattutto per la battaglia che, il 26 luglio
1860, oppose ai borbonici i garibaldini lanciati
verso l’unità d’Italia, Milazzo sorge all’inizio
della sottile penisola che si protende nel mar
Tirreno. E’ divisa in tre zone dominate dal
castello, che conserva un torrione normanno, fu
ampliato da Federico II e completato dagli Spagnoli
nei secoli XV-XVI.
prodotti tutelati Malvasia delle Lipari Doc. |